Sei manipolato/a da qualcuno? Ecco come scoprirlo

 

Manipolare significa cercare di influenzare indirettamente il comportamento e le azioni di una persona. Le emozioni spesso annebbiano il giudizio degli esseri umani, rendendo difficile vedere la realtà nascosta dietro i secondi fini. Il controllo e la scaltrezza, collegati alla manipolazione, a volte sono molto sottili e facilmente trascurabili, giacché vengono sepolti dai sentimenti di obbligo, amore o abitudine. Ecco come capire se qualcuno ti sta manipolando e come liberarti da questa situazione.


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Una personalità manipolativa si basa su caratteristiche che non sono sempre ovvie. Il manipolatore infatti gioca a lungo in modo silenzioso, facendoti sentire in colpa, sotto pressione o obbligato a fare determinate cose, senza permetterti nemmeno di capire come tu sia arrivato a quel punto. Ecco qualche tratto consueto: •Sindrome del martire. Una persona di questo genere vuole far credere di essere la vittima di tutti ma, in realtà, lo fa per guadagnarsi la tua attenzione. Martirizzandosi, fa cose che non le sono mai state chieste per creare un legame. Facendoti un favore, le sue aspettative aumentano e tu sarai costretto a ricambiare. Può anche lamentarsi costantemente di tutto quello che fa per te e chiedersi se prima o poi le restituirai il piacere.
•Una personalità eccessivamente bisognosa e dipendente. Chi non si sente bene nella propria pelle, chi nasconde le proprie opinioni e le proprie idee può spesso nascondere un comportamento manipolatorio. Ti sembrerà di rispondere alle sue esigenze in maniera autonoma ma, in realtà, era stato tutto calcolato affinché tu reagissi proprio in questo modo.
•Anche i narcisisti possono essere manipolatori; spesso i più bravi hanno questo tipo di personalità.
•Prima o poi tutti mettiamo in pratica comportamenti manipolativi. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, lo facciamo occasionalmente e non ogni singolo giorno e in ogni singola interazione con gli altri.
•Ascolta te stesso e cerca di capire come ti senti in ogni situazione manipolativa. Ti senti oppresso, sotto pressione o obbligato a fare qualcosa per una persona? Il suo comportamento ti fa talmente male che, quando ti chiede qualcosa, hai bisogno di supporto? Le tue risposte ti guideranno nel capire cosa ti conviene fare in futuro rispetto a questo rapporto.

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Esistono diversi modi per manipolare una persona ed è giusto conoscerle per capire se si ha a che fare con una personalità di questo tipo: •Il senso di colpa, che ti spingerà ad agire perché “dovresti”, non perché lo vuoi.
•Il manipolatore parte da un presupposto falso. Questa tattica manipolativa cerca di trasformare il tuo comportamento in quello che percepisce il manipolatore, nonostante la sua interpretazione non sia accurata. Questo conduce presto al senso di colpa.
•”Lo ha detto lui”. Questo schema manipolatorio si basa sulla pseudo-sociologia. Il manipolatore si incarica di dirti quello che una terza persona crede sia la cosa giusta da fare, quindi si scrolla la responsabilità di dosso e la passa a te.
•Un altro approccio manipolatorio consiste nel creare un litigio, così il provocatore finirà per farti sentire male e in colpa rispetto alle tue parole e otterrà la tua empatia per poter ricominciare a manipolarti.
•Autocommiserazione: “Nessuno mi vuole bene, sono malato, sono una vittima, ecc.”. Ogni tanto tutti usiamo queste frasi, ma il manipolatore le utilizza abitualmente.

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Taglia corto con il senso di colpa, il primo strumento di manipolazione. All’inizio funziona ma, a lungo andare, il manipolatore rischia di perdere il rispetto e gli amici, verrà distanziato dalla famiglia e dai colleghi di lavoro. Ecco come liberarti del senso di colpa: •Riconoscilo. Viene solitamente scatenato da frasi come “Se mi volessi veramente bene…”, “Se fossi più responsabile…” o “Se fossi più comprensivo…”. Puoi sostituire ognuna di queste frasi con “Fai quello che ti dico io”. Il manipolatore può anche dirti frasi come “Sapevo che non me l’avresti detto! Non lo fai mai”; queste parole racchiudono un’accusa ben precisa: il manipolatore sa già che deve aspettarsi cose negative da te.
•Fagli assaggiare la sua medicina affinché capisca come ti senti. Usa quello che ha detto per mostrargli la sua mancanza di rispetto e di affetto nei tuoi confronti; in tal modo, dissolverai l’obbligo che ti è stato imposto da lui. Esempio: •Manipolatore: “Non te ne importa niente di tutto il duro lavoro che ho fatto per te.”
•Tu: “Certo che me ne importa. Ti ho ringraziato tante volte. Adesso sembra che tu non apprezzi il mio interesse.”
•Manipolatore: “Non è vero, sì che lo apprezzo.”
•Tu: “Sì, proprio come io apprezzo il tuo duro lavoro.”
•Spezza il potere che ha su di te. Quando il manipolatore comincia a farti sentire in colpa, rispondigli a tono. Esempio: •Manipolatore: “Ok, allora vai in campeggio con i tuoi amici mentre io resto qui per prendermi cura dei cani. Non preoccuparti per me”.
•Tu: “Meno male! Grazie per tenerli d’occhio mentre io sono via!”.

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Sbarazzati delle affermazioni del manipolatore basate sui “presupposti”. Una delle cose più fastidiose della manipolazione è il non essere presi sul serio o il non essere trattati come persone complete. Il manipolatore cerca di annullare la tua volontà, in modo che tu agisca per garantirgli un beneficio. Le affermazioni che partono da un presupposto sono più difficili da cogliere rispetto al tentativo di attribuirti il senso di colpa, ma è essenziale comprenderle per liberartene velocemente ed efficacemente. Queste frasi generalmente includono verbi come “supporre”, “pensare”, “sperare”, ecc. Esempi: “Suppongo che ora mi lascerai di nuovo solo” o “Vorrei che capissi quanto sia difficile per me, dopo tutto quello che ti ho dato, il fatto che tu voglia trascorrere il Natale da un’altra parte”. Il problema di queste espressioni è che sono prive di un punto di domanda. Un manipolatore, in effetti, non ama particolarmente fare domande perché teme di perdere il controllo. In una situazione relazionale sana, le domande sono normali per interagire e capirsi, mentre il manipolatore preferisce partire da un presupposto per controllare il tuo comportamento e non darti alcun diritto di replica. Rompi questo schema ignorando le frasi simili a quelle illustrate prima, e riporta il manipolatore alla realtà chiarendo la tua posizione. Esempi: •Manipolatrice: “Vorrei che capissi quanto sia dura per me, dopo tutto quello che ho fatto per te, sapere che vuoi trascorrere il Natale da un’altra parte”.
•Tu: “In realtà, con te trascorro la stessa quantità di tempo che trascorro con i genitori di Caterina, proprio come facevate tu e papà con le vostre famiglie quando io ero piccolo. Mi piace dividere equamente il mio tempo per stare in entrambe le case”.
•Manipolatore: ”Suppongo che ora mi lascerai di nuovo da solo”.
•Tu: “Non ti sto lasciando da solo. Stasera guarderai il tuo film preferito e i cani ti faranno compagnia. Io tornerò giovedì, come sempre”.
•Manipolatore: “Se hai cose più importanti da fare, allora non perdere tempo per venire da me”.
•Tu: “Mi fa piacere che tu capisca che ora sono veramente impegnato. Viaggiare fino a lì richiede tempo, ma da maggio potremo stare sempre insieme”.

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Prendi le distanze dai giochi mentali del manipolatore, che tende a pensare di sapere cosa dicono o fanno gli altri. L’uso di un’autorità non meglio identificata per supportare le nostre generalizzazioni nella vita quotidiana è piuttosto comune. Sebbene quasi tutti sappiamo che utilizzarla sia una cattiva abitudine, questo comportamento diventa un’arma nella mani di un manipolatore: ogni volta che fa riferimento a quello che direbbe vostra zia Michela, vostro cugino Antonio o la cara amica Carola, scappa a gambe levate. Questa tattica viene usata per comparare la percepita mancanza di responsabilità nelle tue azioni con quello che farebbero, più appropriatamente, altre persone (leggi: loro sì che farebbero per il manipolatore quello che tu non vuoi fare). Questo è un classico strumento che il manipolatore usa per abdicare alla responsabilità di dire chiaramente quello che pensa. •Manipolatrice: “Maria dice che non dovresti lasciarmi sempre sola. Pensa che mi faccia male”.
•Tu: “Non sapevo che Maria fosse una psicologa. Lei non ha tempo da trascorrere insieme a te?”.
•Manipolatrice: “Tutti pensano che tu sia tirchio perché non vuoi comprarmi un altro anello di diamanti”.
•Tu: “Tutti? Presentami queste persone così generose! Mi piacerebbe regalarti un altro anello ma sono contento del fatto che tu ne abbia uno a tenerti occupata fino a quando non avremo le finanze necessarie”.

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Evita i litigi. Cerca di capire se qualcuno sta deliberatamente usando uno schema manipolatorio per aprire un conflitto. Questo succede spesso tra amici e nelle relazioni quando un membro spera di poter avere influenza e controllo sull’altro. Le frasi polemiche vengono pronunciate di proposito per dare luogo ad una discussione. Esempio: “Come osi lasciarmi sola stasera?”, “Pensavo che entrambi fossimo d’accordo su questa soluzione e ora scopro che stai facendo una cosa completamente diversa!” o “Perché devi sempre fare di testa tua? Non pensi mai a me?”. Invece di rispondere male, impara a dire “No” e fai riferimento a fatti chiari: •Calmati e sii razionale quando dici di no. Non cambiare espressione né alzare la voce. La tua risposta dovrà essere semplice e amichevole.
•Supporta il tuo no con un linguaggio del corpo adeguato, dissentendo con la testa.
•Sii educato. Quando un manipolatore ti chiede, a modo suo, di fare qualcosa, rispondi dicendo “Mi piacerebbe ma sono troppo impegnato. Mi dispiace.” o “Grazie per avermelo chiesto, ma no”.

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Aggira l’autocommiserazione. Un manipolatore che cerca di far leva sulla tua compassione affinché tu soddisfi le sue esigenze finanziare o emotive ti dirà frasi come “Sei l’unica persona sulla quale posso contare” o “Non posso parlare con nessun altro”. Per non sentirti obbligato a dirgli di sì, ispirati a questi esempi: •Manipolatrice: “Sei l’unico amico che ho”.
•Tu: “Oh, ti ringrazio, ma sappiamo entrambi che non è vero! Cosa mi dici delle tue amiche e delle tue compagne di pallavolo? E quando ti chiamo sul cellulare spesso mi dici che sei dai vicini”.
•Manipolatore: “Posso parlare solo con te”.
•Tu: “Ma ieri non hai trascorso tutto il pomeriggio a parlare con Grazia? E Sandra ha detto che puoi chiamarla ogni volta che hai bisogno di qualcosa. Sono contento di parlare con te per i prossimi cinque minuti ma poi devo assolutamente andare ad un appuntamento”.
•Ignora le reazioni emotive estreme. I manipolatori potrebbero piangere, gridare e portare all’estremo determinate emozioni solo per ottenere quello che vogliono. Questo è comune tra i bambini e gli adolescenti, che lo fanno per capire fin dove arriva il loro potere manipolatorio. Se hai figli di questa età, leggi qualche libro: potrai risolvere questo comportamento. •Se tuo figlio soffre di disturbi comportamentali che sfociano nella manipolazione, rivolgiti ad uno psicoterapeuta, così saprai come coniugare le tue azioni con la cura.

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Stai attento alle persone che distorcono i fatti per renderli più attraenti: in genere tendono a mentire pur di ottenere quello che vogliono. Questo succede spesso nell’ambiente lavorativo per convincere qualcuno a stare dalla propria parte o per guadagnarsi il favore del management e delle maggiori autorità. Se ti trovi di fronte ad una distorsione, chiedi un chiarimento. Spiega che non ricordi che le cose fossero così. Mostrati educato e fai credere che la tua necessità di chiarire la situazione dipenda da una tua confusione. Fai semplici domande sull’accordo che avevi con questa persona. Ritrovato un punto comune, ricominciate daccapo, senza sottometterti alla distorsione. Esempio: •Giovanni (manipolatore): “Ho chiesto a Catia di finire questo lavoro per oggi. Non è mai puntuale nel consegnare le relazioni”.
•Capo: “È vero, Catia?”.
•Catia: “Non mi sembra che fossero questi gli accordi, capo. Giovanni, quando hai detto che questo compito era stato assegnato solo a me? Mi era sembrato di capire che fosse un lavoro di squadra e che tu mi avresti detto quando terminare prima di presentarlo. Ieri non ti ho visto e non sono riuscita a chiamarti, quindi ho pensato che non avessi altra scelta se non continuare e finire per quanto mi fosse possibile. Però, ero certa di non dover occuparmi anche di X, di Y e di Z, che sono di tua competenza. Ho consegnato le mie ultime sei relazioni due giorni prima della data di scadenza. Prendo la puntualità molto sul serio”.
•Un altro esempio: •Manipolatore: “Non mi appoggi mai alle riunioni, pensi solo a te stesso e mi lasci sempre in pasto agli squali”.
•Tu: “Non è vero. Credevo che fossi pronto per parlare delle tue idee con gli investitori. Se avessi saputo che stavi brancolando nel buio, sarei intervenuto, ma mi è parso che tu fossi in grado di fare un ottimo lavoro da solo”.
•Tieniti alla larga anche dalle persone dalla memoria selettiva, un altro strumento manipolatorio per tirarsi fuori dagli obblighi fingendo di dimenticarsene e, allo stesso tempo, ricordare alla perfezione i tuoi doveri (magari di fronte al capo).
•Attento alle persone che mettono in giro pettegolezzi falsi. Se vogliono sapere qualcosa da te, ti diranno l’esatto contrario pur di ottenere la versione reale della storia. Le persone molto riservate sono spesso preda di questa tattica perché altrimenti sarebbero reticenti a dare certe informazioni.

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Non essere vittima di coloro che usano l’affetto come strumento di ricatto. Le frasi per riconoscerli? “So che mi vuoi bene, quindi…” o “Visto che ti voglio bene, fai X, Y e Z per me”. Questo succede spesso nelle coppie sposate ma anche tra gli amici. Le persone che hanno questa attitudine cercano spesso di farti sentire in debito con loro. Invece di lasciarti manipolare, sottolinea che tutto quello che fai è perché tieni a loro: •Manipolatrice: “Se mi amassi, mi lasceresti accompagnarti a quel viaggio di lavoro. La taccagneria del tuo capo è un problema tuo, non mio”.
•Tu: “Ti amo ed è per questo che non voglio che anche tu sopporti il mio capo. Odieresti il fatto di dover essere sempre gentilissima quando c’è lui, mentre lui potrebbe essere irritato dalla tua presenza e dirmi che non ho preso sul serio il viaggio di lavoro”.
•Manipolatore: “Pensi che questo giardino sia più importante di me”.
•Tu: “In realtà, caro, mi prendo cura del giardino per assicurarmi che tu possa trascorrere il tuo tempo libero all’aria aperta. Voglio che sia perfetto per te, come quella volta che hai voluto dipingere i muri di casa del mio colore preferito”.

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Attento a quelli che si fingono malati per manipolare gli altri. Ci sono persone che fingono piccoli disturbi e altre che soffrono della sindrome di Münchhausen. Gli individui che fanno finta di essere malati o esagerano i sintomi vogliono sfuggire alle responsabilità, ottenere benefici medici o fare in modo che qualcun altro faccia i compiti che spettano a loro. •Se conosci una persona che usa sistematicamente questo metodo, è possibile che abbia bisogno di assistenza psichiatrica.
•Se questa persona si comporta così a causa della sindrome di Münchhausen, non giudicarla. Questa malattia spesso si sviluppa come reazione allo stress. Suggeriscile di rivolgersi ad uno psichiatra per affrontare le sue preoccupazioni e la sua ansia. Non combattere contro la sua “finta malattia”.

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