Successo Personale e Psicologia Positiva

 

DALLO STAR BENE ALLO STAR MEGLIO: la rivoluzione della PSICOLOGIA POSITIVA
Concentriamoci sulla salute ed il benessere.
L’ultimo decennio è stato caratterizzato da una crescente attenzione allo studio del benessere e della QUALITA’ DELLA VITA. Inizialmente questi temi erano analizzati a partire da indicatori oggettivi quali il reddito, la salute fisica, le condizioni abitative ed i ruoli sociali. Tuttavia, numerosi studi hanno dimostrato che gli indicatori oggettivi non sono sufficienti a fornire una valutazione adeguata del benessere e soddisfazione di un individuo. La qualità della vita ed il benessere sono infatti concetti relativi: ogni individuo ne elabora un’interpretazione personale, in base alle proprie condizioni fisiche, ruolo sociale, caratteristiche psicologiche e stile di interazione con l’ambiente.
E’ pertanto fondamentale identificare i PROPRI indicatori di BENESSERE parametri che possono differire anche profondamente dalle condizioni oggettive in cui ci si trova. (VEDI PIU’ GIU’)
Che cos’è con precisione e di cosa si occupa la PSICOLOGIA POSITIVA? E’ quella branca della psicologia che si concentra sulle risorse, le forze e le virtù degli esseri umani, su cosa nella loro vita funziona, cosa è giusto e su cosa stanno migliorando. Si occupa di ciascuna persona, individuando competenze ed abilità al fine di promuovere il loro potenziamento.
Ciò non significa che si trascuri la sofferenza o il disagio in generale, si tratta piuttosto di ricercare una via che si allontani da concetti quali “correggere” o “riparare”. Questo perché è stato rilevato che lo sforzo di riparare i danni e di curare le ferite non sono sempre stati gli atteggiamenti ed i provvedimenti migliori; l’intervento su ciò che “non funziona” non necessariamente corrisponde alla promozione di un funzionamento ottimale, così come l’assenza di malessere non necessariamente coincide con la presenza del benessere. In ambito psicologico, lo studio del benessere soggettivo ha dato origine al vasto e sfaccettato movimento della Psicologia Positiva (Seligman & Csikszentmihalyi, 2000. Essa enfatizza il ruolo fondamentale delle risorse e potenzialità dell’individuo, che le ricerche precedenti – volte ad analizzare carenze, deficit e patologie – non mettevano in luce.
Numerose evidenze empiriche hanno testimoniato ad esempio, la relazione fra ottimismo, salute fisica e longevità. Ad esempio, secondo la Dott.ssa Barbara Fredrickson (2001), l’esperienza di emozioni positive, non solo contrasta gli effetti deleteri di quelle negative ma induce un ampliamento dei repertori di pensiero e di azione momentanei dell’individuo e contribuisce alla costruzione di risorse fisiche, intellettuali e sociali di lunga durata, che fortemente contribuiscono al buon funzionamento psicosociale della persona. Perché avviene ciò? Perché l’OTTIMISMO permette di ricorrere a strategie percettive ed interpretative che sono particolarmente positive; infatti davanti ai fallimenti, gli ottimisti applicano processi interpretativi che li proteggono dai sensi di colpa e di vergogna, di fronte alle difficoltà elaborano valutazioni che li inducono alla speranza, sminuendo ed enfatizzando i dati di realtà a loro più propizi.
In tale nuova ottica le azioni più efficaci sono quelle che si rivolgono non solo ai soggetti a rischio ma a tutti, in un’ottica di PREVENZIONE. Vanno dunque promosse le strategie e gli interventi che mirano alla costruzione sistematica delle competenze, vanno incoraggiati gli aspetti positivi del sé che esistono in potenza e che necessitano di aiuti per assumere lo stato di reali punti di forza.
Per dare una definizione di benessere, sicuramente vanno presi in considerazione:
– la sensazione di crescita e di realizzazione personale,
– il perseguimento degli scopi,
– la ricerca di una pienezza di significato nella vita,
– la sensazione di completo controllo della situazione e quindi
– la più ampia percezione di essere autori della propria vita.

 

Gli insegnamenti della psicologia positiva corrispondono ai “14 fondamentali della FELICITA’”:
1. Essere più attivi e tenersi occupati
2. Passare più tempo socializzando
3. Essere produttivi svolgendo attività che abbiano significato
4. Organizzarsi meglio e pianificare le cose
5. Smettere di preoccuparsi
6. Ridimensionare le proprie aspettative e aspirazioni
7. Sviluppare pensieri ottimistici e positivi
8. Essere orientati sul presente
9. Lavorare a una sana personalità
10. Sviluppare una personalità socievole
11. Essere se stessi
12. Eliminare sentimenti negativi e problemi
13. Ricordarsi che i rapporti intimi sono la fonte principale di felicità
14. Considerare la felicità la priorità numero uno

 

 

Stiamo parlando di un individuo intento a ricercare le migliori occasioni di crescita e di miglioramento personale. Si ha un chiaro richiamo alla teoria di Maslow ed alla sua piramide motivazionale per cogliere l’importanza dei bisogni di autorealizzazione posti al suo vertice. Altrettanto chiaro è il richiamo alle idee di Carl Rogers sull’importanza di valorizzare la persona, accettare totalmente le sue inclinazioni.
Senza consapevolezza si è vittima di automatismi di risposta agli eventi che perpetuano stati di disagio e non danno la possibilità di scegliere come agire nelle varie situazioni di vita.

La sensazione di benessere comprende anche la perfetta sintonia con l’ambiente. Sentirsi totalmente in equilibrio con l’ambiente esterno nello svolgimento di una particolare attività, rappresenta un’esperienza soggettiva di profonda gratificazione, nell’hic et nunc della situazione. Tale esperienza sembra essere caratterizzata da una concentrazione intensa e focalizzata, dalla sensazione di completo controllo della situazione, da una percezione del tempo più veloce o più lento del reale; il vissuto che ne deriva è quello di profonda soddisfazione, indipendentemente dal risultato ottenuto. Possono essere molteplici le attività in grado di dare origine a questa perfetta sintonia con l’ambiente, un vissuto che ha un estremo valore motivante in quanto le spinge ad impegnarsi ulteriormente ed a cercare nuove sfide per riviverlo ancora.

A questo punto passare dalla psicologia positiva all’intelligenza emotiva, è un attimo ma di questo… ne parlerò in un prossimo articolo!

 

•Bronstein, M.H., Davidson, L., Keyes, C.L.M., Moore, K.A. & The Centre for Child Well-Being (Eds.) (2003). Well-being. Positive development across the life course. Mahwah, NJ: Lawrence Erlbaum Associates.
•Psicologia Contemporanea, 190 luglio agosto 2005
•Delle Fave, A., (2004). Editorial : Positive Psychology and the pursuit of complexity. Ricerche di Psicologia, Special Issue on Positive Psychology, 27, 7-12.
•Kahneman, D., Diener, E., & Schwarz, N. (eds.) (1999). Well-being: the foundations of hedonic psychology. New York: Russel Sage Foundation.
•Nussbaum, M. & Sen, A. (Eds). (1993). The quality of life (pp. 242-269). Helsinki: United Nation University and WIDER.
•Ryan, R.M., & Deci, E.L. (2001). On happiness and human potentials: a review of research on hedonic and eudaimonic well-being. Annual Review of Psychology, 52, 141-166.
•Seligman, M., & Csikszentmihalyi, M. (2000). Positive Psychology: an introduction. American Psychologist, 55, 5-14.

FacebookTwitterGoogle+Condividi